Intervista a Germana Picchioni

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Questa intervista mi è stata concessa da Germana Picchioni, giovane architetto di Aprilia che ha deciso di dedicare la sua vita all’arte.

L’artista non dipinge o illustra in bianco e nero ma con colori che creano atmosfere magiche, figure aggraziate e leggere che ci restituiscono un piacevole senso di calma e serenità. La sua tecnica preferita è l’acrilico ma usa anche matite colorate su carte e acquerelli anche questi su carta.

Germana è alla continua ricerca di cose nuove da imparare e sperimentare e ciò che è scaturisce dalle sue opere è il bisogno di tenerezza e di romanticismo che trova rifugio nella fantasia.

Dai dipinti e dalle illustrazioni, si evince che i suoi soggetti preferiti sono i cuori che definisce “contenitori” e custodiscono l’amore, la natura, le emozioni o i desideri, e le donne e i bambini perché, dice: “è la mia maniera di immergermi in un mondo interiore dove posso ritrovare emozioni pure e rappresentare il mondo interiore e quello reale con gli occhi di una sognatrice, quello che dipingo è ciò che vivo”.

Recentemente il soggetto delle sue opere è il cielo che si riflette in specchi d’acqua quasi a voler creare un legame con la terra dalla quale si era allontanata con le rappresentazioni delle mongolfiere che si libravano, spinte dal vento, libere nell’aria. Un ritorno all’origine, al ventre materno, alla mamma, simboleggiata dall’acqua.

Salve Germana, principalmente sei un architetto, come mai hai iniziato a dipingere?

Ciao, grazie a te! Si sono un architetto ed ho lavorato molti anni per lo spettacolo ma la passione per l’arte l’ho accarezzata sin dai tempi del liceo artistico. In qualche modo ho sempre portato con me il desiderio di dipingere e per via del mio lavoro a volte riuscivo, oltre ad occuparmi della progettazione, anche ad impugnare i pennelli partecipando alla realizzazione pittorica delle scenografie. Trascorsi molti anni in ambienti con grande fermento artistico, mi sono resa conto che il mio ruolo diventava sempre più tecnico e snervante, nonché meno creativo. Cosi, ad un certo punto della mia carriera, ho sentito il forte impulso di liberarmi dai ritmi frenetici in cui ero incastrata ed iniziare a vivere dedicandomi al sogno della mia vita. All’età di 40 anni, ho preso il coraggio a due mani ed ho scommesso su me stessa iniziando questo percorso.

I tuoi soggetti sono spesso donne e bambini, come mai questa scelta?

Se devo essere sincera, dipingo sempre in maniera estemporanea, non programmo mai, non faccio bozzetti preparatori, infatti la maggior parte dei miei quadri rappresenta i miei stati emotivi.

Il raffigurare spesso figure femminili e bambini è la mia maniera di immergermi in un mondo interiore dove posso ritrovare emozioni pure.


Quale tecnica pittorica preferisci?

Mi è sempre piaciuto l’olio ma oggi l’acrilico ha raggiunto degli ottimi standard di qualità unito alla praticità e tempi di asciugatura, quindi posso dire di preferirlo.

In quale modo tuoi studi hanno influenzato la tua arte?

Moltissimo! Soprattutto nel periodo universitario, quando passavamo intere giornate a disegnare le architetture romane, l’attenzione nell’osservare passando dal micro al macro ha sicuramente sensibilizzato il mio lato artistico.

Nell’era digitale quale posto occupa la pittura?

Personalmente apprezzo molto l’arte digitale, ed è stato proprio mediante l’integrazione fra pittorico tradizionale ed elaborazione digitale che ho scoperto quanto possano dialogare le due espressioni artistiche.
Nello specifico, paradossalmente, in questo fermento tecnologico, vedo una sempre maggiore sensibilizzazione verso la pittura, quasi fosse una riscoperta.

A quale artista ti ispiri?

Mi emoziono osservando le opere di Monet ma non posso dire di avere un artista da cui traggo ispirazione.

Cosa vuoi rappresentare nelle tue opere, qual è il tuo messaggio?

Nel mio primo periodo artistico, ciò che ha mosso la mia creatività è stata la ricerca di sentimenti ed emozioni che avevo sepolto sotto strati di risentimento e timori.

Fra le mie opere ci sono donne che abbracciano il loro grande cuore, come se avessero il loro bimbo fra le braccia, sono il mio modo di rappresentare sentimenti incontaminati attraverso i volti di figure gentili e materne. Spesso ho anche rappresentato cuori enormi, interpretati quasi fossero dei contenitori, oppure fonte di nutrimento per rami e fiori, natura e sentimento, rinascita e trasparenza, questo era quello che sentivo e dovevo esprimere. Mentre nel periodo successivo, ho sentito l’esigenza di cambiare punto di vista, dall’interno verso l’esterno, ho iniziato così a dipingere scorci di panorami onirici, voli di mongolfiere in esplorazione dei cieli, e poi, percorsi fra alberi lungo correnti d’acque calme, tutto a rappresentare un viaggio verso destinazioni in bilico fra sogni e realtà. Oggi invece, sono fortemente attratta dai riflessi del cielo su specchi d’acqua, dopo aver esplorato i cieli e percorso sentieri fantasiosi, sto creando un legame fra cielo e terra. Il filo conduttore di ogni mia opera, mi sento di dire, è quello di rappresentare il mondo interiore e quello reale con gli occhi di una sognatrice, quello che dipingo è ciò che vivo.


Cosa significa mesailes?

Letteralmente Mesailes significa “le mie ali”, ho scelto di adottarlo come nome d’arte perché rappresenta esattamente la sensazione che ho provato quando ho deciso di stravolgere la mia vita per l’arte. Prendere coscienza di ciò che si ama e desidera fa spuntare un paio d’ali!


Ti senti esclusa dall’attuale società artistica?

Purtroppo si. Vivere della propria arte è già estremamente difficile, come è difficile riuscire ad avere visibilità ed introdursi negli ambienti giusti. Inoltre, molte delle occasioni che si presentano sono solo tentativi per spillare denaro ad artisti che tentano di emergere. Fortunatamente, ho notato che stanno crescendo le iniziative di cooperazione artistica, mi sembrano siano ancora delle nicchie ma ho speranza che prima o poi aprano le porte a tutti coloro che abbracciano questa passione.


Progetti futuri o mostre?

In questo momento sto valutando alcune proposte che ho ricevuto, fra le quali il gradito invito ad esporre presso la città dell’altra economia a Roma, sicuramente nel periodo estivo. Nel frattempo, sto strutturando una serie di giornate dedicate all’arte ed al benessere, in collaborazione con una cara amica specializzata in altro settore rispetto al mio, ed insieme faremo degli incontri il cui obiettivo sarà quello di esprimersi in totale libertà con l’ausilio di un’arte informale ma non solo.

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