Giorgia Sabatini

Giorgia è una giovane scrittrice apriliana. Questo è un suo racconto con il quale ha vinto un premio letterario Ignazio stabile presso la Genzano Marathon, nella sezione “racconti in corsa”.

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Non posso partire proprio ora, mio padre è morto da appena due settimane ed io penso a correre?

Il dolore è forte, grande tanto da paralizzare la mia volontà.

Insieme alla mia squadra e mio marito, abbiamo deciso parecchi mesi fa di partecipare a questa gara, la prima trasferta europea per me, e ora?

La vita è in grado di sconvolgere in un momento piani, aspettative e priorità.

Come faccio a lasciare a casa mia madre sola, mia sorella e i miei bambini?

Questo è il dubbio che mi ha divorato per giorni, che mi ha tolto il sonno e il respiro, partire o non partire, crogiolandomi nel dolore!

Qualcosa in me però urla, in una maniera così spaventosa, così prepotente da non potermi opporre.

Sì! Parteciperò alla mezza maratona di Lisbona edizione 2016.

Ormai non torno indietro, la mente è pronta, lo spirito è pronto…ma le mie gambe?

Sono esattamente venti giorni che non indosso le mie runner, venti lunghissimi giorni che non assaggio me stessa, l’asfalto, il freddo della sera.

Ed eccolo il giorno della gara, eccomi, dopo una notte completamente insonne a fare i conti con colazione a basso indice glicemico e il dubbio amletico… integratori si o integratori no?

Ma ci sono, sono qui, su questo lunghissimo ponte in una fredda mattina di ottobre ed insieme a me i miei compagni di avventura, mio marito.

Sono in ansia per me, per lui , perché in realtà lui è piu folle di me, questa sarà per lui la prima mezza maratona in assoluto.

Sarà in grado di gestire le gambe che diventano marmo ad ogni chilometro percorso? Saprà gestire la forte emozione del traguardo?

L’ultimo pensiero lucido prima di partire è di fatto una preghiera: ”Papà mio, veglia su di me, questo traguardo lo dedico a te, ti renderò orgoglioso di me ancora una volta, perché so che mi stai guardando”.

Si parte, il ponte è infinito, come lo sono i restanti 21 km che mi separano dal traguardo.

I primi cinque chilometri volano via e i portoghesi sono molto calorosi, ti fanno sentire l’autore di un grandissimo capolavoro.

Dove sarà mio marito? L’ho perduto al secondo chilometro, la sua corsa è più lenta della mia.

I pensieri volano, lenti e cadenzati come le mie falcate, si susseguono senza sosta ed ogni chilometro che risucchio essi si fanno sempre più dolorosi, più pesanti.

Tutto improvvisamente cambia al dodicesimo chilometro, al giro di boa.

Non so cosa distribuiscano al ristoro, ma questi gel sono fenomenali, le gambe riprendono a girare e soprattutto la testa va libera.

Eccolo dietro di me mio marito, come sono felice di vederlo, Lui il mio orgoglio che ha intrapreso questo sport per starmi vicino, per non rimanere sempre solo a casa…ora non ne può fare a meno, come me.

Ci siamo, il mio limite, la mia bestia nera, il diciottesimo chilometro!

Le gambe sono ormai ceppi di legno, la schiena mi implora di fermarmi, ma io non smetto, non posso, ho scommesso su di me e soprattutto l’ho promesso a mio papà, ovunque Lui sia.

Non ci posso credere, Loredana, la mia compagna di squadra è al mio fianco, di sicuro riuscirò a tagliare il traguardo insieme a lei.

Soffre con me, il nostro respiro è pesante, ma non è il momento di lamentarsi, ultima curva a destra e poi ci siamo.

Mano nella mano percorriamo un ultimo lento ed interminabile chilometro ed eccolo il traguardo.

Ora c’è il sole sul lungomare di Lisbona e tanta bella folla che non ti conosce ti incita, ma è solo nel momento dell’arrivo che capisco il senso di tutta la fatica.

Il senso è che ho sconfitto me stessa, quella parte depressa e pessimista di me, quella in grado di voltare le spalle alla vita nei momenti di difficoltà.

Papà, ovunque tu sia, questa vittoria è per te, mi hai dato questo dono, il dono della caparbietà e della forza che emerge dalla parte più profonda di me.

A proposito mio marito?

Un onore attendere l’arrivo del mio guerriero al traguardo e stringerlo nel più grande abbraccio che io possa offrire.

Con amore da Lisbona…….

Giorgia

 

giorgia

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