Eleonora Spataro

Eleonora Spataro è nata nel 1980. Risiede ad Aprilia (Latina) ed è iscritta alla facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università “La Sapienza” di Roma.
Si è accostata alla pittura nel “Gruppo d’Arte Mediterranea”, grazie al quale ha esposto in numerose mostre collettive.
Nel 1992 ha vinto il primo premio del concorso “I fiori di Alfredo”.
Nel 2003 si è classificata prima al concorso di pittura del Rotary Club Aprilia-Cisterna.

CRITICHE

Parlare della pittura dell’artista Spataro può sembrare facile e banale, ma sicuramente non lo è!
Piaccia o non piaccia il suo modo di riprodurre le cose della realtà così come i nostri sensi le percepiscono; piaccia o non la sua tendenza ad affidare al reperimento delle cose inconsuete il valore di rimpianto, agitando nei ricordi e nella fantasia un modello di mondo fantastico, fitto di legami con la perduta autenticità dell’ambiente. Non c’è a mio parere, nel suo lavoro, un senso strettamente politico, ma una pura individualità intima ed interiore, nello sforzo di non sfuggire e dimenticare gli oggetti simbolici del vivere più semplici e delle passioni più pure, quali quelle della musica e della pittura, sempre presenti con oggettivanti riferimenti.
Un’artista nel più vero senso della parola, che senza false e comode “invenzioni” porta avanti una pittura degna delle più alte tradizioni.
I colori delle opere di Spataro sono l’espressione di un fenomeno fisico, emerso nell’intensità del limpido impatto emotivo e non sono mai una suggestione. Non sono mai sfarzo e pubblicità al quadro, però non sono obbligatoriamente descrittivi. Verrebbe voglia di dire, e credo che non si andrebbe lontani dal vero, che gli argomenti dai quali Eleonora Spataro muove per costruire le sue immagini sono soltanto l’occasione figurativa e, in qualche modo, la generalizzazione ideologica d’un più intimo e personale struggimento.
Rientrano, quindi, in questa sua indagine i tentativi di sincretismo cromatico, grafico, spaziale, per cui ogni singola parte è qualificata dalla presenza delle altre e in cui il colore non subisce limitazioni, pur essendo il risultato di scelte puntuali, quantistiche e qualitative. Si configurano così le immagini che gli sono particolarmente care elevate ad emblema. Grande pittura, grande intuito e grande personalità! Nelle sue opere grande emozione e sensibilità!
L’Augurio che rivolgo all’artista è che non ceda mai ad inquinamenti, ad esperimenti o a correnti, che continui magari isolata come ora a comporre i suoi temi, in evoluzione con se stessa, che non perda il grande dono, la fortunata chance di esprimersi in puro accordo con la propria personalità.

Maestro Antonio De Waure

[…] La più giovane delle artiste in mostra, accompagna i suoi acquerelli con delle poesie. E’ come se volesse fermare per un istante in più il visitatore. E’ come se ricercasse l’attenzione di tutti, profani, passanti e gente che a quell’inaugurazione neanche ci voleva andare.
Con le poesie di Montale, di Ruben Baldes, di Hikmet e Hesse, Eleonora tratta i suoi quadri come lo scrittore fa per un romanzo. Come se dovesse mettere una parola accanto all’altra, studia i particolari delle cose, degli oggetti dell’uso quotidiano. L’amore per i piccoli e piccolissimi formati, la porta ad isolare una fetta di realtà…e allora ci trovi la rifinitezza del gatto, l’acqua corrente dalla doccia di casa, i morbidi piedi di un bambino e il silenzio della laguna veneziana. Nei suoi acquerelli c’è la scelta di un momento, e nell’immediatezza legge un particolare, ferma l’immagine e scrive le piccole cose…proprio come una scrittrice
.

Germano Grasso, da “Il Giornale del Lazio” – maggio 2003

[…] Eleonora Spataro è la più giovane del gruppo, studentessa universitaria in discipline letterarie, esplica la propria passione accompagnando i suoi acquarelli con stralci estrapolati da poesie del Novecento, da Montale ad Hesse, Da Hikmet a Baldes. Le sue icone rappresentano l’infinitamente piccolo, il particolare minuto che sfugge ai più. Le gocce d’acqua che erompono con furia in getti scroscianti cercando di frantumare le incrostazioni calcaree, rendono il soffione di una doccia soggetto alieno ai nostri occhi, non soliti ad osservarlo in questa particolarissima angolazione.
Così come un taglio ardito è riservato ad uno scorcio veneziano, ove il ponte sovrastante l’ignaro gondoliere sembra incarnare un ancestrale mostro che vorace lo inghiotte. I forti contrasti complementari e chiaroscurali delineano prepotentemente i soggetti, accentuandone ancor di più la peculiarità del particolare, resa magistralmente dall’autrice che così rivela l’acuta capacità d’osservazione e la riservatezza del proprio carattere.

M.C. Lorenti, da “Il Pontino” giugno 200

61544_119703871418578_4077246_n

61544_119703888085243_3865791_n

61544_119703894751909_8324902_n

61544_119703898085242_4564717_n

007

010

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...